Il blocco gastroenterico del coniglio

Nella medicina del coniglio una delle condizioni più temute è il blocco gastroenterico. Con questo termine intendiamo un rallentamento, fino all’arresto, del transito del contenuto intestinale.

In realtà non si tratta di una malattia ma una sindrome, cioè uno stato patologico che non ha sempre un’unica causa ma può averne tante diverse.

4030Con maggior frequenza accade che diverse cause (spesso di importanza trascurabile), sommandosi tra loro, determinino la comparsa dei sintomi di un blocco gastroenterico.

Quali sono le cause che favoriscono la comparsa di un blocco? Sono numerosissime e sono tratta di condizioni che spesso vengono sottovalutate.

Certamente l’ingestione di peli può favorire la formazione di tricobezoari (palle di pelo) in grado di bloccare il transito intestinale a livello della valvola pilorica o del piccolo intestino. Per questo motivo durante il periodo della muta i proprietari devono avere cura di rimuovere quanto più puntualmente il pelo vecchio con una spazzola o con le dita (almeno una volta al giorno) dalle regioni del fianco, della groppa e del collo. Questa buona abitudine diventa ancora più importante quando i conigli in casa sono più di uno perché tra di loro tendono a leccarsi reciprocamente finendo per ingerire molto pelo.

Una dieta povera di fibre può favorire il rallentamento della motilità intestinale. Altrettanto pericolosa è una dieta ricca di zuccheri. L’elevata presenza di zuccheri può favorire raccolte di gas che non solo distendono l’intestino creando dolore ma,  modificando il normale ambiente intestinale favoriscono lo sviluppo di batteri pericolosi a scapito di quelli positivi.

Quello che non è facile far capire che l’intestino di un coniglio può bloccarsi per molti motivi e che la prevenzione ha un ruolo fondamentale nella medicina del coniglio così come in molte malattie degli umani (diabete, ipertensione, ecc).

Molte delle cause a cui ci riferiamo vengono spesso considerate trascurabili e invece hanno un peso importantissimo nella patogenesi. La superficialità di chi non riconosce l’importanza di alcuni segnali se portata alla lunga può causare la morte del coniglio.

La motilità dell’intestino è favorita da stimoli nervosi, endocrini, dalla natura del contenuto intestinale e molto altro.

Un proprietario responsabile deve conoscere il comportamento normali di un coniglio, e soprattutto devebunny-965819_640 conoscere quelle che sono le normali abitudini del proprio coniglio. Quali sono i campanelli d’allarme che dobbiamo riconoscere? Quando il coniglio non si comporta come al solito: quello è un campanello d’allarme. Ogni coniglio è diverso e ha un proprio comportamento, ma se dovesse smettere di emettere feci per diverse ore oppure emetterne di dimensioni minori, questi devono essere considerati segni importanti. Questo sintomo può capitare spesso nella vita di un coniglio al punto da essere interpretato come qualcosa di “normale” dai proprietari, se però questi episodi si presentano in maniera sempre più ravvicinata il coniglio deve essere visitato.

Un consiglio che diamo a chi ha un coniglio è quello di prendere la buona abitudine di segnare su un calendario dedicato l’eventuale comparsa di comportamenti insoliti, momenti di anoressia, sintomi rapidamente spariti che non sono stati seguiti da una visita specialistica. Sarà più semplice ricordare se alcuni sintomi si erano già presentati a distanza di settimane o mesi.

Un coniglio che ha difficoltà a masticare bene è un soggetto potenzialmente predisposto al blocco gastroenterico. Il processo digestivo comincia dalla bocca ed un coniglio che non riesce a masticare correttamente sarà predisposto al blocco gastroenterico in maniera diretta e indiretta. In maniera diretta perché l’alimento masticato male sarà digerito con maggiore difficoltà. In maniera indiretta perché il dolore derivante da una cattiva masticazione stimolerà la secrezione di ormoni che rallenteranno la motilità del tratto gastroenterico.

coniglio-obesoL’obesità è una condizione più grave nel coniglio rispetto ad altre specie. Il grasso addominale complica il normale svuotamento dell’intestino aumentando la pressione sugli organi e favorendo la raccolta di gas. Deve essere sottolineato che un coniglio obeso che dovesse andare incontro ad un blocco gastroenterico sarà esposto al rischio di lipidosi epatica. La lipidosi epatica è un disturbo del fegato caratterizzato da accumulo di grasso all’interno delle cellule che determina la compromissione della funzione epatica. Questa condizione peggiora quando il coniglio smette di alimentarsi e può facilmente portare a morte il coniglio. La prevenzione è tutto. Non abituare il coniglio ad una dieta ricca di zuccheri è fondamentale. Qualora il proprietario dovesse avere il desiderio di viziare il coniglio è bene non ricorrere ai dolci ma a verdure particolarmente gustose (foglie di basilico o di essenze a lui particolarmente care). Se il coniglio capisce che esistono dei cibi dolci dei quali ci nutriamo a colazione e se capisce dove le teniamo saprà fare di tutto per farseli offrire. Se sappiamo di non avere un carattere forte e che non riusciremo a contenere il desiderio di offrire qualcosa di extra mentre siamo a tavola è buona abitudine tenere sul tavolo un piattino con delle verdure fresche così possiamo coccolarlo senza fargli male.

Per farsi un’idea di quanti danni può fare un’alimentazione sbagliata fate questa semplice riflessione: un coniglio pesa mediamente tra 1,5 e i 2 kg mentre un umano adulto pesa dai 45 kg in su. Se un coniglio di 2 kg mangiasse un solo biscotto è come se una persona di 50 kg ne avesse mangiati 25!

Spesso il blocco gastrointestinale è causato da dolori che non riguardano primariamente l’apparato digerente. Molto spesso quando una coniglia mostra frequentemente brevi episodi di anoressia o di mancata produzione di feci ha un utero malato che causa dolori tali da rallentare la motilità intestinale al punto da provocare un blocco gastroenterico.

Il rallentamento della motilità può essere dato da qualunque altra malattia che causi sconforto al coniglio (artrite, patologie della colonna, disturbi respiratori, infezioni, calcolosi, ecc)

La comparsa di un blocco gastroenterico può inoltre essere dovuta a fattori esterni, specialmente lo stress. Sembrano cose di poco conto ma disturbi sonori, come il vicino che sta facendo dei lavori in casa, dei bambini rumorosi, i fuochi d’artificio, riescono, da soli o sommandosi ad altre condizioni, a rallentare in maniera pericolosa la motilità dell’intestino del nostro coniglietto.

 

Diagnostica

Una rapida e completa diagnosi è fondamentale per salvare la vita di un coniglio malato. L’obiettivo di ogni i-conigli-portano-malattiemedico è sempre quello di emettere una diagnosi precisa e completa. Non sempre è possibile in medicina ma ogni sforzo deve essere fatto per avere una quanto più precisa comprensione del quadro clinico completo.

Capire il quadro clinico nella sua completezza non è un’operazione semplice, ogni passaggio deve essere rispettato: il veterinario e il proprietario devono parlare insieme dell’anamnesi fin nei minimi particolari, serve pazienza, tempo, complicità. Se il proprietario non si fida del medico o non comunica tutta la verità si rischia di mettere in pericolo la vita dell’animale. Stesso pericolo si ha quando il veterinario non ascolta o non si fida delle parole del proprietario.

Quando l’anamnesi e la visita veterinaria fanno sospettare un blocco intestinale, il veterinario deve sempre eseguire almeno 3 test diagnostici: un esame radiografico, un’analisi del sangue ed un’ecografia. Questi tre esami sono indispensabili per non rischiare di omettere aspetti importanti sia ai fini diagnostici che prognostici.

A cosa servono questi tre ausili diagnostici?

La radiografia permette di valutare rapidamente e con poco stress l’intera cavità addominale del coniglio rilevando oltre al quadro gastrointestinale anche eventuali altre malattie a carico degli altri organi (reni, vescica, linfonodi, ecc…).

Di solito l’esame radiografico è il primo esame che si esegue per diversi motivi: per eseguirlo basta un contenimento di pochi secondi; offre una panoramica di tutto l’addome; consente di avere un’idea di quanta aria è presente nell’intestino e in quale distretto è il blocco.

Qualora la radiografia dovesse evidenziare un quadro preoccupante l’esame dovrà essere ripetuto a distanza di poche ore per vedere se ci sono stati dei primi miglioramenti con la terapia instaurata.

Le analisi del sangue sono importanti sia perché indicano quali sono le condizioni generali dell’animale ma coniglio-mangia-insalata-620x350anche perché possono farci capire se l’animale sta così male da richiedere un intervento chirurgico urgente. Attraverso le analisi del sangue possiamo anche capire se è presente uno squilibrio elettrolitico quindi conoscendo i valori alterati potremo applicare una terapia usando i fluidi più efficaci ad una rapida guarigione.

L’esame ecografico è un esame che viene eseguito in pochi minuti di tempo, non richiede anestesia, il coniglio può essere tenuto in posizione naturale senza troppo disturbo. Richiede solamente la tosatura del pelo delle regioni che vogliamo esaminare. L’ecografia consente di entrare più a fondo nei piccoli particolari, è utile per capire come si muove l’intestino, quale è il punto interessato dal blocco, in quali condizioni è la parete intestinale, se c’è o meno liquido libero in addome o peritonite, quali sono le condizioni del fegato, dei reni della vescica. Le problematiche evidenziate in radiografia possono essere approfondite per poter avere un quadro più chiaro di ciò che sta accadendo.

E allora perchè non utilizzare subito l’ecografia? Sfortunatamente l’ecografia è limitata dalla presenza di gas nell’intestino. E la presenza di gas nell’intestino è una costante in corso di blocco gastroenterico. Ecco che l’ecografia dovrebbe sempre essere uno step diagnostico secondario alla radiografia che ci permette di avere una buona visione di insieme anche in presenza di gas.